Un Dialogo Sistemico con l’Anima
Il mio primo incontro con i Tarocchi non è stato mediato da una crisi, ma da una pura sincronicità. Avevo circa 17 anni, un’età fatta di domande sospese e di una sete inquieta di profondità. Ero a Parigi, durante una gita scolastica. In uno di quei rari momenti di libertà dal gruppo, mi ritrovai a vagare tra i bouquinistes lungo la Senna, quando un mazzo di Tarocchi di Marsiglia attirò la mia attenzione. Non cercavo risposte sul futuro; fui catturata dalla potenza evocativa di quelle immagini, che sembravano parlare una lingua antica eppure immediatamente comprensibile.
Fu un riconoscimento immediato. Da quel giorno, i Tarocchi sono diventati per me compagni di viaggio e strumenti di indagine.
Se a molti la mente va alla chiromante, è fondamentale chiarire: la tarologia, come la intendo e la pratico, nulla ha a che vedere con la divinazione. Non ci sono sfere di cristallo. Come nelle Costellazioni Familiari e nella consulenza sistemica, l'unico tempo che conta è il presente, l'unico luogo è il "campo cosciente".
Nel mio lavoro non faccio coaching. Mi occupo di Costellazioni Familiari Sistemiche, formazione e consulenza. Man mano che approfondivo gli studi su Bert Hellinger e sulle dinamiche che governano i sistemi umani, ho riscontrato paralleli sorprendenti con il linguaggio archetipico dei Tarocchi. Entrambi sono strumenti potenti per portare alla luce ciò che è nascosto.
L'Eredità di Jung e la Lente Sistemica
Per comprendere la funzione profonda dei Tarocchi (un mazzo di 78 carte), dobbiamo fare riferimento a Carl Gustav Jung. Grazie ai suoi studi sui concetti di archetipo e inconscio collettivo, comprendiamo che i Tarocchi esprimono un linguaggio universale. L’osservazione dell’archetipo sollecita e libera le parti “ombra” della personalità.
Ma cosa succede quando integriamo questa visione con l'approccio sistemico di Hellinger? Scopriamo che i Tarocchi non parlano solo dell'individuo, ma anche del sistema a cui appartiene e degli "irretimenti" che ne condizionano l'esistenza.
I Tarocchi e gli Ordini dell'Amore
Bert Hellinger ci ha insegnato che l'amore fluisce seguendo degli "Ordini" precisi: Appartenenza, Ordine Gerarchico (Precedenza) ed Equilibrio tra Dare e Avere. I Tarocchi sono maestri nel rivelare dove questi ordini sono interrotti.
- Appartenenza: Arcani come La Luna (XVIII) o Il Diavolo (XV) possono portare alla luce segreti familiari o membri esclusi dal sistema che chiedono di essere visti e reintegrati.
- Ordine Gerarchico: L'Imperatore (IIII) e L'Imperatrice (III) non sono solo il maschile e il femminile, ma rivelano il nostro rapporto con le linee genitoriali. Una loro manifestazione bloccata può indicare che non siamo al nostro posto, che forse ci stiamo facendo "grandi" davanti ai nostri genitori.
- L'Irretimento: L’Appeso (XII) simboleggia magnificamente l'irretimento: l'individuo bloccato, che si sacrifica per amore cieco verso il sistema, portando un peso che non gli appartiene.
Il percorso evolutivo descritto dai 22 Arcani Maggiori diventa quindi un viaggio per trovare il proprio "giusto posto" all'interno del sistema familiare e della vita.
Il Potenziale e le Lealtà Invisibili
Ogni individuo possiede le risorse per realizzarsi, ma spesso questo potenziale è bloccato da lealtà invisibili.
Tra gli Arcani Maggiori è Il Bagatto che meglio rappresenta il concetto di potenzialità. Ha tutto ciò che gli serve sul tavolo. Tuttavia, dal punto di vista sistemico, questa potenzialità può esprimersi pienamente solo quando l'individuo è libero. Se il Bagatto è bloccato, potrebbe indicare che sta guardando indietro, verso un antenato escluso, invece che avanti verso la propria vita.
La Vocazione e il Movimento Interrotto
La tensione verso la propria vocazione è ben espressa nella carta numero XX, Il Giudizio. Rappresenta la chiamata irresistibile della nuova coscienza, la rinascita.
In termini di Costellazioni Familiari, questa "chiamata" spesso coincide con il momento in cui si riesce a riprendere un "movimento interrotto" verso uno dei genitori. Quando ci riconciliamo interiormente con le nostre radici, accettando i nostri genitori esattamente come sono, possiamo finalmente rispondere alla nostra vera vocazione e uscire dal sepolcro dei destini ereditati.
Le Cinque Ferite e le Maschere dell'Arcano
L'integrazione si approfondisce quando colleghiamo gli archetipi alle Cinque Ferite Primarie (Rifiuto, Abbandono, Umiliazione, Tradimento, Ingiustizia). Queste ferite ci portano a indossare delle maschere per proteggerci, impedendoci di accedere alla nostra autenticità. I Tarocchi possono aiutarci a identificare quale ferita è attiva nel presente.
- L'Eremita (VIIII): Spesso interpretato come saggezza, può anche rappresentare la maschera del Fuggitivo (ferita da Rifiuto). Un ritiro dal mondo dettato dalla paura, ma anche la necessità di illuminare il passato (la storia transgenerazionale) con la sua lanterna per comprendere la crisi attuale.
- La Forza (XI): Potrebbe nascondere la maschera del Controllore (ferita da Tradimento), uno sforzo costante per dominare le emozioni e le situazioni esterne, anziché una fluida integrazione degli istinti.
- La Torre (XVI): Il crollo improvviso non è solo una crisi esterna, ma spesso la rottura necessaria di strutture rigide costruite dalla maschera del Rigido (ferita da Ingiustizia) o del Controllore.
L’Autenticità e il Giusto Posto
L’obiettivo di questo lavoro integrato è l’autenticità. Nei Tarocchi, La Stella (XVII), rappresenta l'essere umano nella sua verità, nudo. È il momento in cui abbiamo deposto le maschere delle Cinque Ferite e abbiamo lasciato andare i pesi ereditati.
Nell'approccio di Hellinger, l'autenticità nasce da un profondo assenso alla realtà così com'è. La Stella è autentica perché è al suo giusto posto, né troppo grande né troppo piccola, in armonia con l'universo.
L'Immagine che Cura
Sia le Costellazioni Familiari che i Tarocchi utilizzano un linguaggio che bypassa la mente razionale. Hellinger parlava dell'efficacia dell'"immagine che cura": la rappresentazione scenica della costellazione avvia un processo di guarigione. Allo stesso modo, i Tarocchi sono un linguaggio per immagini che accendono l’intuizione, permettendoci di vedere la dinamica nascosta.
I Tarocchi e le Costellazioni Familiari, all'apparenza distanti, sono in realtà alleati preziosi. Entrambi ci insegnano a guardare la realtà con occhi diversi, riconoscendo che la vera libertà nasce dalla consapevolezza dei nostri legami e dalla guarigione delle nostre radici.
Se questo dialogo tra archetipi e sistemi risuona con te, e senti che è il momento di portare luce sulle tue radici e lasciare andare le lealtà invisibili, sono qui per accompagnarti.
Senti che ci sono blocchi che ti impediscono di vivere pienamente la tua vita? Ti percepisci "fuori posto" o senti di portare pesi che non ti appartengono?
Attraverso le Costellazioni Familiari, la consulenza sistemica e i percorsi di formazione, possiamo esplorare insieme le dinamiche nascoste e ritrovare il tuo "giusto posto" nel mondo.
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